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    Servizio Pubblico?

    "Abbiamo capito: la Rai non è più una azienda di servizio pubblico, se mai lo è stata."
    (Riccardo Nencini - Segretario PSI)

    LA VICENDA della Commissione di vigilanza mi sembra che renda evidente quanto servizio pubblico sia una coppia di parole vuota e abusata. C'è da chiedersi se in questi mesi l'intenzione di rendere più competitiva l'azienda Rai migliorando trasmissioni e palinsesti abbia mai messo in moto gli omini in lotta per qualche poltroncina.

    P.S. Il pizzino passato dal senatore Nicola Latorre (PD) all'onorevole Bocchino (Pdl) è emblematico.

    Scritto il mercoledì 19 novembre 2008 nella Politica, Televisione | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

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    Annozero è catartico

    Annozero Annozero, la trasmissione di Michele Santoro che va in onda giovedì su RaiDue, è un'orchestra che suona sempre la stessa sinfonia. Al centro della scena Santoro dirige. Si parte con un'arietta suonata dal solista Marco Travaglio sul tema "Silvio e i 40 ladroni". Seguono una serie di contrappunti tra destra e sinistra. A sinistra l'eroe, a destra il villano. Sono uomini, ma potrebbero anch'essere avatar realizzati in computergrafica. Poi il crescendo. Prima le domande della Granbassi alle seconde linee, quindi si accendono gli schermi che chiudono la scena, l'orchestra si allarga e partono i collegamenti. Santoro teleguida gli inviati dal monitor personale. Parte la pubblicità. L'orchestra riprende a suonare tra collegamenti, primi attori in contrappunto e Sabina Guzzanti che si affaccia sui monitor travestita da Berlusconi. Pubblicità. E via fino alla chiusura dolceamara di Vauro. Arrivederci alla prossima puntata.

    Annozero conduce lo spettatore alla catarsi. Ogni giovedì sera scatta il meccanismo di identificazione con l'italiano onesto, che vorrebbe una società migliore, ma è inerme in quanto vittima di un sistema politico corrotto. E' un eterno perdente. Con chi gioca sporco non c'è niente da fare. Ma può perlomeno andare a letto con la consolazione di essere migliore di chi lo governa, in quanto di sinistra.

    Scritto il domenica 2 novembre 2008 nella Televisione | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

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    Cinema e televisione: vecchi problemi irrisolti

    Nel convegno Voci, volti, storie per gli anni '90 il critico cinematografico Morando Morandini attaccò senza pietà il cinema italiano degli anni '80 e le sue storie.

    I desolati anni '80 sono stati il decennio più stupido nella storia italiana del '900. Il cinema ne è stato uno degli specchi.

    E questi erano i fattori ritenuto responsabili dell'infimo stato del cinema nazionale:

    1. La classe dirigente;
    2. Il processo di analfabetizzazione del pubblico "condotto nel Far West televisivo con la rincorsa degli indici di ascolto e il dilagare della pubblicità, sifilide culturale di massa";
    3. Il duopolio televisivo che ha finanziato l'80 per cento della produzione con conseguenze di conformismo tematico e appiattimento linguistico;
    4. L'apparato distributivo egemonizzato dagli americani;
    5. L'esercizio, ridotto a 1000 sale stabilmente aperte con una proporzione posti-sala / popolazone tra le più basse d'Europa;
    6. Il crescente disinteresse dei produttori per i film da essi stessi prodotti;
    7. L'anemia che a tutti i livelli  ha contraddistinto negli anni '80 il giovane cinema italiano;
    8. La stampa disinformata e acritica;
    9. La critica "immersa nella nebbia del consenso";
    10. Il pubblico, condizionato e instupidito dell'immaginario televisivo;

    Fa uno strano effetto notare come, a diciassette anni di distanza, alcuni di questi nodi problematici non siano ancora stati sciolti: classe dirigente, duopolio, corsa agli ascolti...

    Scritto il martedì 5 febbraio 2008 nella Cinema, Televisione | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

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    La Tele, i blog e compagnia briscola

    ...A tal proposito sto fotografando una blogosfera sempre più condominiale, e sempre più influenzata dall’agenda televisiva e dei media tradizionali.

    Cito anch'io questo articolo pubblicato sul blog di Marco Camisani Clazolari.

    Blogosfera condominiale? Non saprei.

    Influenzata dai media tradizionali e dalla tele? Sì, certo.

    Perché influenzata? Perché le conversazioni hanno bisogno di un terreno comune e non c'é niente di più rassicurante, ad esempio, della vecchia TV generalista. Ha ragione Ghezzi nel dire che proprio per questo  non scomparirà mai (la tele, ovviamente). Vi rimando a questa sua intervista.

    Scritto il giovedì 10 gennaio 2008 nella Nuovi Media, Televisione | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

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    Pasolini non comprese la TV


    Da questa celebre intervista a Pier Paolo Pasolini emerge un punto di vista sulla televisione allora condiviso da molti intellettuali e sedimentatosi nella mente di molte persone. Eppure evidentemente Pasolini si sbagliava, i libri di testo adottati dal nostro sistema educativo sono il vero mezzo di comunicazione di massa, non certo la televisione.

    E' vero che quando è stata realizzata quest'intervista la televisione avrebbe potuto sembrare un mezzo di comunicazione unidirezionale in cui sono ben distinti i ruoli di chi trasmette e di chi guarda, eppure altri compresero che era solo l'inizio di una nuova epoca, altri intuirono YouTube.

    Mi chiedo, senza troppa malizia, cosa ne pensasse allora Pino Pelosi della televisione.

    Scritto il martedì 27 novembre 2007 nella Televisione | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

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    Mai visto il Grande Fratello, o quasi

    Ho notato che un po' tutti si vergognano ad ammettere di guardare la Televisione. Si può confessare di guardare qualche telegiornale, Striscia la Notizia, e programmi di approfondimento come Ballarò o Annozero. Va bene dire che si guarda qualche telefilm cool come ER, il dr House o Grey's Anatomy. Difficile, invece, trovare qualcuno disposto ad ammettere di guardare con piacere i Reality e le Soap.

    Insomma, soprattutto da parte degli intellettuali, prevale un approccio estremamente moralista verso la Televisione. Penso che le ragioni di questo modo di rapportarsi alla tele derivino dalla nostra formazione che ci induce a ritenere che le nuove tecnologie mettano a rischio la sopravvivenza nostra cultura. Da parte mia ritengo, però, che il moralismo sia di gran lunga più dannoso degli effetti collaterali delle nuove tecnologie.

    Scritto il mercoledì 21 novembre 2007 nella Televisione | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

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    La Realtà Televisiva

    Tv_by_luigil La realtà televisiva è un ossimoro.

    Scritto il lunedì 20 agosto 2007 nella Televisione | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

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