Annozero, la trasmissione di Michele Santoro che va in onda giovedì su RaiDue, è un'orchestra che suona sempre la stessa sinfonia. Al centro della scena Santoro dirige. Si parte con un'arietta suonata dal solista Marco Travaglio sul tema "Silvio e i 40 ladroni". Seguono una serie di contrappunti tra destra e sinistra. A sinistra l'eroe, a destra il villano. Sono uomini, ma potrebbero anch'essere avatar realizzati in computergrafica. Poi il crescendo. Prima le domande della Granbassi alle seconde linee, quindi si accendono gli schermi che chiudono la scena, l'orchestra si allarga e partono i collegamenti. Santoro teleguida gli inviati dal monitor personale. Parte la pubblicità. L'orchestra riprende a suonare tra collegamenti, primi attori in contrappunto e Sabina Guzzanti che si affaccia sui monitor travestita da Berlusconi. Pubblicità. E via fino alla chiusura dolceamara di Vauro. Arrivederci alla prossima puntata.
Annozero conduce lo spettatore alla catarsi. Ogni giovedì sera scatta il meccanismo di identificazione con l'italiano onesto, che vorrebbe una società migliore, ma è inerme in quanto vittima di un sistema politico corrotto. E' un eterno perdente. Con chi gioca sporco non c'è niente da fare. Ma può perlomeno andare a letto con la consolazione di essere migliore di chi lo governa, in quanto di sinistra.