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    Il tramonto della società di massa e la crisi della politica

    Il modo più facile per smuovere le acque in una comunità è quello di dividere la tribù.

    Modernismo, classicismo, realismo, impressionismo... separare le cose secondo scuole di pensiero o addirittura campi contrapposti permette di creare facilmente delle tensioni, e quindi di attirare l'attenzione.

    Gli operatori di marketing (e con loro i leader, i politici e i manipolatori) hanno scoperto che un modo per creare una massa è di definire la normalità in termini di «noi» e relagare gli «altri» nell'anomalia. Se si distinguono nettamente e si demonizzano gli altri, per definizione quelli che restano sono i «nostri», pronti a eseguire i nostri ordini.

    Comincio a non poterne più di chi, pur di perseguire e promuovere i porpri obiettivi, non esita a mettere gli uni contro gli altri in cambio di qualche punto nell'indice di gradimento o di un pugno di voti. Se i membri di una tribù incoraggiano le divisioni e inneggiano allo scontro, possiamo sorprenderci se diventa difficile andare avanti? Quando non esiste più una sintonia diffusa il potere si disgrega.

    Mettere intenzionalmente gli uni contro gli altri per creare un pubblico di massa è una tattica pericolosa, perchè poi inevitabilmente qualcuno farà la stessa cosa nel gruppo così creatosi.

    Queste considerazioni che fa Seth Godin nel suo ultimo saggio Siamo tutti strambi, l'era del marketing su misura - edito in Italia da Sperling & Kupfer - contribuiscono a spiegare la crisi della politica per come l'abbiamo vissuta finora. La politica dei blocchi contrapposti non paga più. C'è una domanda latente di soluzioni concrete ai problemi non più di masse indistinte di cittadini, ma di tribù e, a livello locale, di singoli cittadini che fanno naturalmente proprie determinate istanze come la razionalizzazione del traffico, il rispetto per l'ambiente, la diffusione della banda larga, eccetera. I leader politici non dovrebbero pertanto fare più affidamento sulla solita propaganda per cementare il proprio consenso elettorale, ma dovrebbero sforzarsi di spiegare ai propri elettori in che modo intendono concretamente adoperarsi per risolvere i loro problemi.

    Scritto il 01/13/2012 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

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