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    Iscritto da 06/2007

    Il calcolatore e il computer

    HO CONSTATATO più volte che gran parte dei miei studenti, nativi digitali, non conosce il significato della parola calcolatore. Certo, mi rendo conto che normalmente si va a comprare un computer e non un calcolatore, che si accende il Personal Computer e via dicendo. Tuttavia il fatto che non si comprenda al volo che computer (dall'inglese to compute. computare, calcolare) e calcolatore sono la stessa cosa mi è parso sintomatico, un segno dei tempi. La mia generazione ha visto calcolatrici, tipo le Sharp, diventare sempre più voluminose finché hanno hanno preso il nome di computer. I sedicenni e i diciasettenni di oggi hanno sì e no un vago ricordo di Windows 98. E così il calcolatore è diventato la calcolatrice, possibilmente di quelle che si trovano nei fustini del detersivo, e il computer una scatola delle meraviglie con cui vedere video, leggere la posta, giocare ecc. In piena inconsapevolezza.

    Scritto il venerdì 19 dicembre 2008 nella Parole | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)

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    Adolf Hitler's 1939 speech at the Kroll Theater

    Questa animazione tipografica del discorso di Hitler del 1939 ha il pregio di visualizzare la temperatura della voce e delle parole del Führer e aiuta a comprendere il ruolo della radio nella propaganda nazista.

    "Anche se Hitler avesse pronunciato discorsi sulla botanica, qualche altro demagogo avrebbe fatto uso della radio per ritribalizzare i tedeschi e risvegliare l'oscuro lato atavico della natura tribale che ha creato il fascismo europeo degli anni venti e trenta"
    (Marshall Mc Luhan)

    Scritto il martedì 27 novembre 2007 nella Comunicazione Politica, Parole | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

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    La parola scritta e la parola elettronica

    Nel suo Buongiorno di ieri (rubrica de LA STAMPA) Massimo Gramellini ha commentato una recente inchiesta Doxa sul rapporto dei giovani con la lettura. Oggi ho notato che molti lettori sono intervenuti sul sito della STAMPA schierandosi per lo più dalla parte di Gramellini, che nella seconda parte del suo articolo prende di mira la Televisione, colpevole di diffondere modelli giovanili incompatibili con la riflessione e, quindi, con la lettura.

    L'affemazione più impegnativa di Gramellini mi sembra, però, essere, passata in sordina. Gramellini sostiene, infatti, che mentre la parola elettronica e le immagini sono ragione di superficialità, la parola scritta e rilegata è educativa, è fonte di erudizione.

    Credo che la teoria di Gramellini sia tecnologicamente corretta. Attualmente le uniche informazioni assimilabili via web sono notizie e testi brevi, comunque, non eccessivamente impagnativi. E' inimmaginabile leggersi non dico Proust, ma un qualsiasi romanzo sul monitor di un computer, ed è altresì impensabile assaporare un testo poetico, perché allo schermo computer al massimo ci si incolla, mentre in un libro ci si può immergere.

    Scritto il venerdì 15 giugno 2007 nella Mass Media, Parole | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

    Tag Technorati: televisione

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