SIGNA ET NOTAE

Comunicazione e Marketing nell'Era Digitale

La mia foto

Chi Sono

Iscriviti a questo sito (XML)

Social Web

Facebook Flickr LinkedIn Tumblr Twitter

Twitter

    follow me on Twitter

    Categorie

    • Advertising
    • Arte
    • Brand
    • Comunicazione
    • Giornalismo
    • Mac
    • Marketing
    • Nuovi Media
    • Politica
    • Psicologia
    • Social Network
    • Surfing
    • Web Design

    Archivi

    • maggio 2012
    • aprile 2012
    • gennaio 2012
    • dicembre 2011
    • luglio 2011
    • marzo 2011
    • dicembre 2010
    • aprile 2010
    • marzo 2010
    • dicembre 2009

    Altro...

    Blog che leggo

    • Dilbert Daily Strip
    • Francesco Morace
    • Gianni Lombardi
    • Giuseppe Granieri
    • Luca Conti
    • Luisa Carrada
    • Marco Minghetti
    • Seth Godin
    Licenza Creative Commons
    Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

    Risveglio dei Blog?

    Il 2012 segnerà il ritorno dei blog? Se me discute in Rete sulla scorta di un bel post di Giovanni Boccia Artieri sulla progressiva trasformazione degli strumenti che utilizziamo per comuncare online. Massimo Mantellini manifesta un certo scetticismo suffragato dalla progressiva diminuzione dei post pubblicati dalle blogstar del suo blogroll. Luca Conti dopo la sbornia da social network registra un riflusso «da parte dei blogger della prima ora o di quelli più consapevoli» motivato dal fatto che il weblog è uno strumento che consente di mantenere e rafforzare la propria identità digitale nel tempo. Giuseppe Granieri infine rimarca i tratti caratteristici dei blog che fanno sì che i diari online siano tuttora i luoghi più adatti al confronto e all'approfondimento.

    Personalmente ritengo il blog generalista e il diario personale morti per sempre. Non escluderei una ripresa dei blog specialistici; ma le discussioni si sono trasferite stabilmente sui social network.

    Aggiornamento 1. Alla discussione si aggiunge Federico Ferrazza (wired.it) che spiega perché secondo lui i blog non risorgeranno, ad eccezione di quelli dei giornali.

    Aggiornamento 2. Interessante anche l'opinione del Tagliarebe che dopo aver ripercorso gli sviluppi del social web in Italia riporta la profezia di Jason Calacanis secondo cui gli esperti erediterenno la blogosfera.

    Scritto il 12/30/2011 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

    | |

    Personas ti mostra come ti vede il Web

    Personas

    Personas è un'applicazione che cerca il tuo nome e cognome online e genera un grafico in base ai risultati della ricerca. Qui sopra c'è il mio profilo.

    Personas is a component of the Metropath(ologies) exhibit, currently on display at the MIT Museum by the Sociable Media Group from the MIT Media Lab. It uses sophisticated natural language processing and the Internet to create a data portrait of one’s aggregated online identity. In short, Personas shows you how the Internet sees you.

    Mi ha sorpreso l'ampia porzione di religione nel mio profilo. Per il resto mi pare che le altre categorie rispecchino abbastanza "il mio io online".
    Comunque è curioso domandarsi che idea si è fatto il Web di noi.

    [Via | the Presurfer]

    Scritto il 08/20/2009 | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)

    | |

    L'Aggregatore che piace agli editori, ma preoccupa i giornalisti

    Se dico Aggregatore immagino che pensiate a qualcosa come popurls o Alltop. A un posto sul Web dove sono visualizzate notizie provenienti da altri siti internet.

    Le media company non vedono solitamente di buon occhio i siti che aggregano. Tant'è che agenzie di stampa come Ansa e Adnkronos vietano la pubblicazione delle loro notizie sul Web (via RSS):

    I feed RSS di ANSA possono essere usati per fini non commerciali da individui e organizzazioni no-profit e per la sola visualizzazione mediante programmi software di lettura e aggregazione di documenti RSS, detti Readers. Non è consentito il loro impiego per la pubblicazione di titoli delle ultime notizie ANSA su siti web o su weblog.
    [Via | Ansa.it]

    I feed Rss messi a disposizione da Adnkronos possono essere usati per fini non commerciali da singoli e organizzazioni senza scopo di lucro. A tutti gli utenti è consentita la visualizzazione dei documenti Rss sul proprio 'reader'.
    I feed Rss di www.adnkronos.com non possono invece essere resi pubblici, e quindi non possono essere utilizzati per la visualizzazione delle notizie su siti web, blog, sistemi di comunicazione outdoor e qualsiasi altro mezzo o strumento tecnologico che permetta una diffusione pubblica delle informazioni, senza un previo accordo con Adnkronos/Ign.
    [Via | Adnkronos]

    Continua a leggere "L'Aggregatore che piace agli editori, ma preoccupa i giornalisti" »

    Scritto il 08/05/2009 | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)

    Tag Technorati: giornalismo

    | |

    Il futuro della Comunicazione

    Veramente da non perdere. Inquietante, divertente, esaltante, ironico.

    [Via | Guido Vetere]

    Scritto il 02/02/2009 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

    | |

    Millenovecentottantaquattro, nasce l'Internet per i C64 (e 128)


    DAL 1985 AL 1994 negli Stati Uniti e in Canada i possessori di un Commodore 64 o 128 potevano collegarsi ad una rete di servizi che si chiamava Quantum Link (o Q-Link). Q-link offriva un servizio di posta elettronica, una rudimentale chat, servizi di file sharing, news e istant messaging. Ma si poteva anche giocare in multiplayer a scacchi o a backgammon, o interagire in un mondo virtuale con tanto di avatar. Quantum è poi diventato America Online, il primo grande Internet service provider a stelle e strisce.

    Insomma, in America negli anni '80 esisteva praticamente già tutto.

    Scritto il 01/31/2009 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

    | |

    Millenovecentottantuno, la televisione annuncia la nascita dei giornali su Internet

    “Imagine, if you will, sitting down to your morning coffee, turning on your home computer to see the day’s newspaper. Well, it’s not as far-fetched as it may seem.”

    Via | TechCrunch

    Scritto il 01/29/2009 | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)

    | |

    ATTENZIONE alle condizioni d'uso di Facebook!

    LEGGO SUL Twitter feed di Luca Conti:

        CAZZAROLA! 4.151.360 sono gli Italiani iscritti su Facebook! 3,5 milioni in più in soli 3 mesi!

    E cerco di capire leggendo le condizioni d'uso di Facebook a chi mai appartengano i contenuti pubblicati su Faccialibro. Ma non ne vengo a capo, il linguaggio è oscuro.

    La sezione del lungo papiro che più mi interessa è I contenuti dell'utente postati sul sito. Il primo paragrafo dice che non si possono pubblicare contenuti protetti da copyright, porno o blasfemi. Il secondo inizia con questa frase:

    "Quando lei affigge il Contenuto di Operatore al Luogo, lei autorizza e ci dirige per fare tali thereof di copie come giudichiamo necessario per facilitare l'affiggere ed il magazzino del Contenuto di Operatore sul Luogo."

    che mi risulta assolutamente incomprensibile. Se solo qualcuno potesse spiegarmi che cosa significa "affiggere il Contenuto di Operatore al Luogo". E' linguaggio giuridico o un dialetto marziano?

    Poi, sempre in marziano stretto, le condizioni dicono:

    "Affiggendo il Contenuto di Operatore a qualunque parte del Luogo, lei concede automaticamente, e lei rappresenta e garantisce che lei ha la destra per concedere, alla Società una licenza irrevocabile, perpetua, non-esclusivo, trasferibile,, completamente pagata, mondiale (con la destra al sublicense) di usare, copiare, pubblicamente eseguire, pubblicamente mostrare, riformattare, tradurre, l'estratto (nell'intero o nella parte) e distribuire tale Contenuto di Operatore per qualunque scopo, commerciale, la pubblicità,.."

    e la cosa sembra più preoccupante, per quato dubito che gli utenti di Facebook intendano affiggere il contenuto di operatore. Ma alla fine Facebook dice che:

    "Il Facebook non afferma qualunque proprietà sopra il suo Contenuto di Operatore; piuttosto, come tra noi e lei, il soggetto ai diritti concessi a noi in questi Termini, lei trattiene la proprietà piena di tutto il Contenuto di Operatore e qualunque diritti di proprietà intellettuali o gli altri diritti di proprietà sono frequentati il suo Contenuto di Operatore."

    E allora? I messaggi che scambio con i miei amici di chi sono? Cioè, concedo una licenza irrevocabile a Facebook che è libera di farci quello che gli pare, da un libro sulla mia infanzia a ricerche di mercato, o restano fatti miei in cui Facebook dichiara di non voler entrare?

    E' una cosa che mi interessa molto sapere, perché se Facebook rivendicasse il diritto di fare ciò che vuole dei miei messaggi, i miei amici ecc., allora potrei anche decidere di cancellare il mio account e buonanotte.

    Scritto il 11/26/2008 | Permalink | Commenti (3) | TrackBack (0)

    | |

    A proposito di Social Media

    Ho terminato da poco un articolo sui Social Media. Più precisamente sui Social Media visti dagli uomini marketing, da quelli che studiano sistemi per fare business colle reti sociali.
    A ispirarmi è stato un post di Jack Neff su AdAge sull'intervento del responsabile del marketing di Procter & Gable, Ted McConnell, alla Digital Non-Conference di Cincinnati il 15 novembre scorso.

    La domanda che si pone McConnell è: "Dato che i Social Media sono tecnologie che consentono di aprire tavoli di conversazione privati, è lecito per un'azienda farsi spazio tra i discorsi della gente per inserire messaggi pubblicitari?". Certo, afferma McConnell, i Social Media consentono di raggiungere i target con  precisione millimetrica. Cerchi una donna tra i venti e i venticinque, amante degli animali e del cioccolato e in un attimo Facebook ti presenta una rosa di nomi.

    Il problema è che con i Social Media si può entrare nella vita privata delle persone come mai prima d'ora. Cosicché le nuove tecnologie di comunicazione pongono un problema etico. Fino a che punto è lecito sfruttare le parole, i sentimenti e i pensieri privati delle persone per far passare determinati messaggi?

    Pensandoci su il problema mi sembra molto più grande. I pensieri e i discorsi privati scambiati su Facebook, ad esempio, a chi appartengono? Le parole che ho scritto alla mia compagna di classe delle elementari di chi sono e di chi devono essere? E' lecito che passino al vaglio di un esperto di marketing che magari per le feste potrà farmi avere via email l'indirizzo di un sito in cui vendono i giocattoli fine anni Settanta di cui ho parlato con la mia vecchia amica?

    Poi mi viene da pensare che in una scuola dove sto tenendo qualche ora di lezione hanno da quest'anno applicato un filtro per impedire l'accesso ai siti sociali dalle aule informatiche. Con il filtro attivo ho notato che l'attività su Internet dei ragazzi si è ridotta tantissimo. E' come se non sapessero più cosa farsene dei computer, a partesvolgere i compiti che assegno loro. Immagino quindi che la loro vita online si svolga quasi interamente tra MySpace e Facebook.

    Scritto il 11/25/2008 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

    | |

    Twitter: il video

    Una breve spiegazione del servizio di microblogging Twitter. A proposito, se vi va di seguirmi su twitter... anche se non aggiorno tanto spesso.

    Scritto il 03/07/2008 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

    | |