Uno dei periodi più bui della mia vita fu quando finii, per fortuna per pochi mesi, a lavorare nello studio di una persona decisamente egocentrica e quindi tremendamente critica.
La mente critica fa bene il suo lavoro quando deve filtrare informazioni, notizie... insomma quando occorre dare dei giudizi. Quando, invece, si va in cerca di una nuova idea è bene mettere a tacere la propria parte critica e tenersi ben lontani dai criticoni, perché la mente critica è il carceriere della mente creativa.
Quando si inventa va bene seguire un metodo, ma bisogna prima rilasciare la presa interiore, che qualcuno di voi sarà abituato a sentire all'altezza del diaframma, qualcun altro a percepire come una tensione muscolare di fondo, qualcun altro come una sensazione di disagio. Ecco, quando vi sentite così non siete proprio nella condizione di creare.
Come fare quindi a zittire la propria parte critica? Come controllare l'ansia? Basta semplicemente perdere contatto con ciò che si sta facendo. Non pensare, fare. Sto studiando uno slogan? Bene, scrivo dieci, venti slogan, poi metto da parte il foglio, faccio un giro, e quando sono di nuovo riposato ne scrivo altri dieci. Risultato? Ho scritto venti, trenta slogan e ho un materiale per iniziare a lavorare. Se, invece, mi fossi subito messo alla ricerca dello slogan perfetto, molto probabilmente sarei ancora di fronte ad un foglio bianco, pieno di tensione.