Nel convegno Voci, volti, storie per gli anni '90 il critico cinematografico Morando Morandini attaccò senza pietà il cinema italiano degli anni '80 e le sue storie.
I desolati anni '80 sono stati il decennio più stupido nella storia italiana del '900. Il cinema ne è stato uno degli specchi.
E questi erano i fattori ritenuto responsabili dell'infimo stato del cinema nazionale:
- La classe dirigente;
- Il processo di analfabetizzazione del pubblico "condotto nel Far West televisivo con la rincorsa degli indici di ascolto e il dilagare della pubblicità, sifilide culturale di massa";
- Il duopolio televisivo che ha finanziato l'80 per cento della produzione con conseguenze di conformismo tematico e appiattimento linguistico;
- L'apparato distributivo egemonizzato dagli americani;
- L'esercizio, ridotto a 1000 sale stabilmente aperte con una proporzione posti-sala / popolazone tra le più basse d'Europa;
- Il crescente disinteresse dei produttori per i film da essi stessi prodotti;
- L'anemia che a tutti i livelli ha contraddistinto negli anni '80 il giovane cinema italiano;
- La stampa disinformata e acritica;
- La critica "immersa nella nebbia del consenso";
- Il pubblico, condizionato e instupidito dell'immaginario televisivo;
Fa uno strano effetto notare come, a diciassette anni di distanza, alcuni di questi nodi problematici non siano ancora stati sciolti: classe dirigente, duopolio, corsa agli ascolti...
A Trieste per la presentazione del suo ultimo film Hotel Meina, rievocazione del primo eccidio di ebrei in Italia dopo l'8 settembre '43, sulle rive del Lago Maggiore, Carlo Lizzani ha discusso anche della sua autobiografia 