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    Strategie di blogging

    "Ormai è piu' di un anno che gestisco questo blog e sto pensando a come possa cambiare. Fin'ora, l'ho usato sostanzialmente come fosse la pagina di un giornale, costruendo i miei interventi come un articolo. Questo, devo dire, è stato stimolato anche dall'impostazione di questo blog, inserito nel sito di un giornale paludato, sul quale mi ha fatto divertito ogni tanto far apparire home page stravaganti, con la faccia di Casarini, magari, o le foto del G8. Pero' mi sono reso conto che questo modo di usare il mezzo mi limita. Non sempre ho il tempo o le energie per costruire un "pezzo", non sempre quello che ho da dire può reggere un articolo. Questo fa sì che nelle fasi in cui sto scrivendo molto, come queste, gli interventi sul mio blog si diradino. Quindi da questo momento, a parte gli articoli sempre affascinanti di Nando sulla musica, il mio blog acquisterà la fisionomia di un diario frammentato (non voglio dire diario minimo perché Eco si rivolterebbe nel sacello), senza hyperlink e, per lo più, senza immagini. Piu' diretto e meno meditato. Quindi, benvenuti a NERO 2.0"

    Trovo interessante questo post di Sandrone Dazieri. Interessante perché accenna alle difficoltà di scrivere per il Web e agli sforzi da compiere per trovare la propria voce su Internet.
    Trattare i post come se fossero articoli di giornale è faticoso. Scrivere un articolo, un 'pezzo' decente, comporta un lavoro preliminare di documentazione, riflessione, una prima stesura, correzioni e riscrittura. E' impegnativo per chi scrive e in una certa misura lo è anche per chi legge. In ogni caso comporta un dispendio di energie eccessivo, per lo meno se chi scrive non è un blogger di professione.

    Un'alternativa potrebbe essere quella di trasformare il blog in una sorta di diario elettronico su cui appuntare pensieri sparsi frammisti a segnalazioni. Una scelta rischiosa, perché la blogosfera è in crisi ed è in corso un esodo verso i social network, dov'è più semplice e immediato gestire un proprio spazio personale.

    Oppure si potrebbe decidere di scrivere meno per scrivere meglio. Così facendo il blog sarebbe aggiornato meno spesso con conseguente calo di visibilità e di visite, ma nel lungo periodo potrebbe acquisire autorevolezza.

    Scritto il sabato 15 novembre 2008 nella Blogging | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

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