«Come ha sottolineato Alain Touraine (2000), la globalizzazione non è un fenomeno nuovo, ma è in corso almeno dall'Ottocento e, secondo Jane Pavitt (2000), addirittura dal Quattrocento. E' infatti determinata da quella progressiva crescita della densità degli scambi economici che è una delle principali caratteristiche della modernità. La differenza oggi è costituita dall'esistenza di una libera circolazione di capitali finanziari che è indipendente dal contesto sociale cui dovrebbe appartenere e ha un'importanza maggiore rispetto a quella dei beni e dei servizi, grazie alle enormi possibilità di trasferimento create dal nuovo “denaro elettronico” che esiste soltanto come informazione presente nei computer. Tale circolazione, infatti può distruggere improvvisamente intere economie».
Studiando un oggetto intangibile e sfuggente come la marca Vanni Codeluppi si imbatte in un'altra entità impalbabile: la moneta elettronica che sta progressivamente pensionando il contante, grazie anche alle misure previste dal legislatore per contrastare l'evasione fiscale. A più di dieci anni dall'uscita del Potere della marca (2001) al sociologo emiliano va il merito di aver compreso anzitempo la natura e i rischi della neo-globalizzazione.

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