Nuova Fiat Panda: Questa è l'Italia che piace
Agenzia Kuba Libre, Milano
Regia di Luca Maroni
Musiche di Flavio Ibba
Durata 1 min 32 sec
«Ma quante Italia conosciamo? Quella dell'arte. Quella della grande inventiva. Quella del talento costruttivo. Quella del Paese pittoresco. Quella dei giovani che cercano un futuro».
«Questo momento è quello di ripartire. Ripartire nell'unico modo che conosciamo, con il nostro lavoro e mettendoci alla prova. Perché in Italia ogni giorno c'è qualcuno che si sveglia e mette nel suo lavoro il talento, la passione e la creatività...»
Claim: «Le cose che costruiamo ci rendono ciò che siamo. Questa è l'Italia che piace».
E' lo spot della Fiat Panda in onda da domenica su tutte le tivù.
«Volevamo mantenere lo sguardo sul presente e sul futuro, evitare qualunque retorica nostalgica, dare un'immagine concreta di un paese che ogni giorno si dà da fare», racconta Luciano Nardi, direttore creativo Kuba Libre.
C'è un filo che lega lo spot a quello della Chrysler 200 trasmesso l'anno scorso al Super Bowl con Eminem testimone, nota Elvira Serra (Corsera mercoledì 25 gennaio 2012, p. 25).
«I got a question for you. What does this city know about luxury? What does a town that’s been to hell and back know about the finer things in life? I’ll tell you, more than most!»
Eminem: «This is the Motor City. And this is what we do».
Insomma, l'orgoglio di Detroit e l'onore di Pomigliano d'Arco.
«E' un tipo di pubblicità intelligente che rinuncia al parafigma del jingle e al testimonial», afferma il guru della comunicazione Lorenzo Marini. Lo stesso Marini spiega che si tratta di una tendenza che sarà presto seguita. «Con la crisi del sistema capitalistico, la pubblicità da commerciale diventerà sempre più sociale. Ciò che conta in questo spot è stentirsi orgogliosi di partecipare a un progetto, che non è solo l'auto, ma è l'impianto italia. E' come quella meravigliosa campagna con Eminem che per due minuti catturò tutta l'America rilanciando una città, Detroit, così adesso si punta sulle emozioni e sul valore delle persone e delle loro storie per valorizzare gli italiani e la Fiat. In fondo forse non abbiamo bisogno di un'altra macchina. Ma abbiamo bisogni di riconoscerci in qualcosa che è armonioso, etico. Che ci faccia sentire orgogliosi».
Una pubblicità intelligente, sì, che si rifà all'altra sponda della Casa torinese, all'immaginazione dell'America (questo mese è salita al 58,5 per cento la quota di Fiat su Chrysler).

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