Se dico Aggregatore immagino che pensiate a qualcosa come popurls o Alltop. A un posto sul Web dove sono visualizzate notizie provenienti da altri siti internet.
Le media company non vedono solitamente di buon occhio i siti che aggregano. Tant'è che agenzie di stampa come Ansa e Adnkronos vietano la pubblicazione delle loro notizie sul Web (via RSS):
I feed RSS di ANSA possono essere usati per fini non commerciali da individui e organizzazioni no-profit e per la sola visualizzazione mediante programmi software di lettura e aggregazione di documenti RSS, detti Readers. Non è consentito il loro impiego per la pubblicazione di titoli delle ultime notizie ANSA su siti web o su weblog.
[Via | Ansa.it]I feed Rss messi a disposizione da Adnkronos possono essere usati per fini non commerciali da singoli e organizzazioni senza scopo di lucro. A tutti gli utenti è consentita la visualizzazione dei documenti Rss sul proprio 'reader'.
I feed Rss di www.adnkronos.com non possono invece essere resi pubblici, e quindi non possono essere utilizzati per la visualizzazione delle notizie su siti web, blog, sistemi di comunicazione outdoor e qualsiasi altro mezzo o strumento tecnologico che permetta una diffusione pubblica delle informazioni, senza un previo accordo con Adnkronos/Ign.
[Via | Adnkronos]
Alcuni anni fa, racconta il New York Observer, un giovane di nome Upendra Shardanand concepì una specie di superaggregatore con il quale una nuova specie di giornalisti sarebbe stata in grado di creare in poco tempo pagine web dinamiche piene di notizie, video e slideshows. Pagine che una volta pubblicate si aggiornano da sole.
L'idea di Shardanand convinse alcuni importanti investitori, tra cui editori come The New York Times e il cofondatore dell'Huffington Post, Ken Lerer.
Nel 2005 Daylife, la startup fondata da Shardanand, ha creato un aggregatore simile a Google News, ma con qualche funzionalità in più. Come il sistema che consente di assegnare alle notizie, alle foto, ai video e ai contenuti multimediali tag (etichette) che li descrivono in maniera molto precisa. E' possibile annotare perfino il tono della notizia con espressioni tipo "irritante" o "equlibrato".
Lo scorso ottobre l'azienda ha lanciato un nuovo sistema di pubblicazione che si chiama Daylife Select. Con un abbonamento al database di Daylife qualsiasi media company può incaricare un paio di tecnogiornalisti di creare con un apposito software on line un portale di informazioni la cui progettazione e il cui mantenimento richiederebbero normalmente un team di sviluppatori e giornalisti.
Daylife vanta clienti importanti come The Washington Post, National Public Radio e The New York Post. Alcuni editori come il Newsweek stanno sperimentando il database di Daylife per piccoli progetti come il Threat Meter che chiede ai lettori di stimare l'urgenza di questioni pressanti, di problemi come il cambiamento climatico o il terrorismo, e permette loro di visualizzere le ultime notizie su questi temi. Anche il nuovo sito di NPR (National Public Radio), che è stato inaugurato poco più di una settimana fa, si basa in parte sul database di Daylife.
Daylife è attualmente costituita da un team di 23 persone, perlopiù ingegneri informatici e sviluppatori. 23 persone che stanno sviluppando uno dei tanti servizi che si propongono di automatizzare un lavoro creativo e intellettuale come quello del giornalista.

http://www.mediacloud.org/
via Pasteris
http://www.pasteris.it/blog/2009/08/05/mediacloud-un-giocattolone-per-monitorare-le-news/
ciao!!
Scritto da: Giorgio Jannis | mercoledì 5 agosto 2009 a 22:29