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venerdì 8 agosto 2008

Good news is no news

Ci sono ragioni per cui un evento fa più notizia di un altro. Un criterio che i giornalisti adottano nel valutare le notizie è la drammaticità. Per qualche motivo, che gli studiosi non sono riusciti ancora a spiegare, il pubblico trova le cattive notizie più interessanti delle buone.

Altri criteri di valutazione sono la conflittualità che si accompagna ad un evento e le conseguenze pratiche dello stesso.

I fatti criminosi che vedono coinvolti extracomunitari, clandestini e Rom, anche se limitati, tendono quindi a suscitare maggiore interesse rispetto, ad esempio, ai morti lungo le autostrade o alle morti bianche. Oltre a trattarsi, infatti, di eventi più o meno drammatici, questi si prestano bene ad essere presentati in termini conflittuali e destano preoccupazione nei cittadini che immaginano di poter essere vittime di malfattori che si muovono indisturbati nelle loro città.

Questo spiega in parte le urgenti decisioni prese dal governo di centrodestra con il varo del decreto sicurezza. Decisioni già annunciate in campagna elettorale.

Mi lascia d'altra parte perplesso Gad Lerner che immagina di poter rassicurare gli Italiani comunicando loro l'ultimo rapporto del Censis e che accusa la maggionza di "adulare il popolo, cavalcandone l'ignoranza."

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