SOCRATE Ora, o valent'uomo, la discordia quando ci fa inimici e ci fa stizzire? Guardiamoci un poco. Se tu ed io fossimo discordi quanto a un numero se egli è più o meni, c'inimicheremmo perciò e andremmo in collera? o, facendo i conti, ci metteremmo subito d'accordo?
EUTIFRONE Certo.
SOCRATE E se fossimo discordi del più lungo e più corto, misurando, ci concorderemmo anche subito?
EUTIFRONE Certo.
SOCRATE E togliendo in mano la bilancia, penso io che d'amore e d'accordo potremmo giudicare del più grave e leggero?
EUTIFRONE Certo.
SOCRATE Che è dunque dove non trovandoci d'accodro e non potendo intenderci, ci faremmo nemici e ci accapiglieremmo l'un l'altro? Te lo dico io, guarda se egli è vero: è il giusto e l'ingiusto, il bello e il brutto, il buono e il cattivo. Oj le cose nelle quali discordandoci e non potendo comporre insieme nostre opinioni ci faremmo nemici, se fosse il caso, io e tu e tutti, non son codeste?
EUTIFRONE Certo.
(Platone, Eutifrone, Capitolo VIII)
Noto interessanti analogie tra il brano del dialogo socratico Eutifrone di Platone e lo splendido editoriale di Barbara Spinelli pubblicato sulla Stampa di ieri, di cui vi riporto un brano invitandovi caldamente a leggerlo integralmente sul blog della giornalista.
Il nascondimento della realtà è tentazione frequente, nelle democrazie di oggi (nelle dittature è la regola): ne sono affetti Stati apparentemente forti come l’America, regimi apparentemente decisionisti come Francia o Inghilterra. L’illusione di poter fare da sé li affligge tutti. L’Italia possiede questa tentazione in sommo grado, e la campagna elettorale lungi dal diminuirla sembra dilatarla. Non di fatti si discute ma di opinioni, che sono il vestito fatto indossare al reale e all’irreale per meglio confonderli. Non alla realtà e alla ragione ci si apre, ma al sonno dell’ideologia.
(Barbara Spinelli - LA STAMPA)