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    Online influence: cos'è e perché tutti cercano di misurarla

    Sono 27,7 milioni gli Italiani online da PC nel mese di marzo, il 7 percento in più rispetto all'anno scorso secondo l'Audiweb. Il dato più rilevante è che circa il 50 percento degli utenti usa internet per cercare prodotti, confrontarli e informarsi prima di acquistare. L'importanza di internet è ben nota alle aziende.

    Da quando i social media sono diventati mainstream le aziende percepiscono sempre più il bisogno di individuare le persone su cui concentrare i propri sforzi di comunicazione. Chi sono dunque coloro che incidono sui processi decisionali dei clienti fornendo informazioni e criteri di valutazione delle alternative d'acquisto?

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    Scritto il 05/07/2012 | Permalink | Commenti (2) | TrackBack (0)

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    AD: Carrefour's back to the Sixties

    La crisi morde, i consumi si contraggono e Carrefour Italia intende celebrare i cinquant'anni dall'apertura del suo primo supermercato italiano, inaugurato a Roma nel 1961.

    Come festeggiare ed invogliare i clienti a comprare in tempo di crisi? Riportando ogni cosa, prezzi, etichette eccetera al 1961, al tempo del boom economico.

    [Via | Adverblog]

    Scritto il 04/28/2012 | Permalink

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    Ad: Nuova Fiat Panda, Questa è l'Italia che piace

     

    Nuova Fiat Panda: Questa è l'Italia che piace
    Agenzia Kuba Libre, Milano
    Regia di Luca Maroni
    Musiche di Flavio Ibba
    Durata 1 min 32 sec

    «Ma quante Italia conosciamo? Quella dell'arte. Quella della grande inventiva. Quella del talento costruttivo. Quella del Paese pittoresco. Quella dei giovani che cercano un futuro».

    «Questo momento è quello di ripartire. Ripartire nell'unico modo che conosciamo, con il nostro lavoro e mettendoci alla prova. Perché in Italia ogni giorno c'è qualcuno che si sveglia e mette nel suo lavoro il talento, la passione e la creatività...»

    Claim: «Le cose che costruiamo ci rendono ciò che siamo. Questa è l'Italia che piace».

     E' lo spot della Fiat Panda in onda da domenica su tutte le tivù.

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    Scritto il 01/27/2012 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

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    Il tramonto della società di massa e la crisi della politica

    Il modo più facile per smuovere le acque in una comunità è quello di dividere la tribù.

    Modernismo, classicismo, realismo, impressionismo... separare le cose secondo scuole di pensiero o addirittura campi contrapposti permette di creare facilmente delle tensioni, e quindi di attirare l'attenzione.

    Gli operatori di marketing (e con loro i leader, i politici e i manipolatori) hanno scoperto che un modo per creare una massa è di definire la normalità in termini di «noi» e relagare gli «altri» nell'anomalia. Se si distinguono nettamente e si demonizzano gli altri, per definizione quelli che restano sono i «nostri», pronti a eseguire i nostri ordini.

    Comincio a non poterne più di chi, pur di perseguire e promuovere i porpri obiettivi, non esita a mettere gli uni contro gli altri in cambio di qualche punto nell'indice di gradimento o di un pugno di voti. Se i membri di una tribù incoraggiano le divisioni e inneggiano allo scontro, possiamo sorprenderci se diventa difficile andare avanti? Quando non esiste più una sintonia diffusa il potere si disgrega.

    Mettere intenzionalmente gli uni contro gli altri per creare un pubblico di massa è una tattica pericolosa, perchè poi inevitabilmente qualcuno farà la stessa cosa nel gruppo così creatosi.

    Queste considerazioni che fa Seth Godin nel suo ultimo saggio Siamo tutti strambi, l'era del marketing su misura - edito in Italia da Sperling & Kupfer - contribuiscono a spiegare la crisi della politica per come l'abbiamo vissuta finora. La politica dei blocchi contrapposti non paga più. C'è una domanda latente di soluzioni concrete ai problemi non più di masse indistinte di cittadini, ma di tribù e, a livello locale, di singoli cittadini che fanno naturalmente proprie determinate istanze come la razionalizzazione del traffico, il rispetto per l'ambiente, la diffusione della banda larga, eccetera. I leader politici non dovrebbero pertanto fare più affidamento sulla solita propaganda per cementare il proprio consenso elettorale, ma dovrebbero sforzarsi di spiegare ai propri elettori in che modo intendono concretamente adoperarsi per risolvere i loro problemi.

    Scritto il 01/13/2012 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

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    Infografica: The Many Faces of Innovation

    E' sempre più strategico valorizzare le diversità in azienda. Se i clienti sono - o vogliamo che siano - di diverse culture, religioni, di entrambi i sessi e di tutti gli orientamenti sessuali, perché questo permette di estendere il business e di essere centrati sui bisogni di ogni cliente potenziale, è fondamentale che del team dirigente e del team di servizio facciano parte persone di culture diverse, di diverse religioni, di entrambi i sessi, eccetera.

    Il diversity management ha lo scopo di valorizzare e utilizzare appieno il contributo unico che ciascuna persona può portare, attraverso la propria diversità, per il raggiungimento degli obiettivi aziendali.

    Questa elegante infografica by Socialcast esemplifica alcuni benefici che il diversity management comporta in termini di innovazione.

    The-many-faces-of-innovation

    Scritto il 01/09/2012 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

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    Infografica: Social Media Stats of The Day

    Statsoftheday_fb_twit

    Un'infografica chilometrica questa, ma apprezzabile perché si basa su statistiche recentemente pubblicate da AdAge.

    Social Media Stats of the Day di Dream System Media visualizza in forma grafica alcune delle ultime statistiche relative a Facebook, Twitter e l'uso dei Social Media in genere.

    Saw an article on Social Media stats the other day on AdAge by Sarah Evans (awesome list of stats she compiled) and of course, me being who I am, I wanted to visualize the data. So enjoy! I used several of these statistics in my recent SMX Social Media Scottsdale presentation on SoLoMo – Checking into the real world. (Mat Siltala)

    [Via | Cool Infographics]

    Scritto il 01/07/2012 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

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    Video: A proposito di Facebook :)

    A proposito della quantità di tempo spesa su Facebook tra like e poke. A proposito della social bubble (any way non sarà Faccialibro ad essere spazzato via; non per primo).

    Facebook Infographic from Jean-Jacques Parys on Vimeo.

    Scritto il 01/05/2012 | Permalink

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    La bolla social sta per scoppiare

    Il sospetto che la vita social non sia più sostenibile si sta facendo strada, e probabilmente il recente dibattito su un'ipotetica rinascita dei blog è frutto di tale sentore. Semplicemente non si può più sostenere un simile flusso di dati senza perdere la bussola.

    In termini di tempo i social network sono più dispendiosi dell'andare in chiesa, del telefono, la posta elettronica, la posta tradizionale e l'esercizio fisico. «Appena in po' meno dello shopping e della cura dei figli», afferma George Colony, dirigente della Forrester Research, azienda leader nel settore delle ricerche di mercato.

    Colony ritiene che attuale stato delle cose non sia destinato a durare. «Siamo nella bolla delle social startups», che quando scoppierà «spazzerà via nonsense come Foursquare: stiamo andando verso un modo post-social, abbastanza simile al Web del 2000. Sono state lanciate moltissime aziende, ma non sopravvivranno».

    La prossima infornata di servizi web (sociali) sarà «più efficente e meno dispendiosa in temini di tempo», prevede Colony.

    Via | Social networking’s salad days are ending, Forrester says | Deep Tech – CNET News

    Scritto il 01/05/2012 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

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    Vedi Facebook e leggi?

    Fb-procrastination-redimVedi Facebook e leggi perdita di tempo, Camel cancro, McDonald's diabete, Nintendo cazzeggio, eccetera. Questa l'intelligente provocazione del designer svedese Viktor Hertz che propone una galleria di marchi famosi nella loro consueta veste grafica, sostituendo però ad ogni brand name il rispettivo malefit.

    Ovviamente potremmo immaginare una gallery speculare con il benefit al posto del brand name: vedi Facebook e leggi condivisione, Camel virilità, McDonald divertimento, Nintendo piacere.

    In fin dei conti il brand vive nella mente del consumatore.

    Scritto il 01/05/2012 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

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    Le parole magiche del marketing

    Le 14 parole magiche del marketing elencate da Jamie Turner su 60 second marketer ricordano le parole insostituibili di Gianni Lombardi, copywriter pubblicitario di lungo corso. Come spiega Turner queste paroline sono dei veri e propri grilletti emozionali (emotional triggers) in grado condizionare il comportamento dei consumatori senza che questi se ne rendano conto. Il neurologo Donald Calne riassume così il concetto:

    «La differenza sostanziale tra emozione e ragione è che l'emozione porta all'azione, la ragione a trarre conclusioni».

    Jamie Turner, 60 second marketer:

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    • Proven
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    Gianni Lombardi, Lettere Vincenti, Lupetti, Milano 1996 (pagine 56-57):

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    Scritto il 01/04/2012 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)

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